23 febbraio 2014: Presentazione del disco
Il 23 febbraio 2014 presso la Sala Eden di Ortona, le Distillerie di Malto hanno presentato ufficialmente l’uscita del nuovo disco Suono! In una sala affollata di addetti ai lavori, amici e curiosi, la band ha delineato il percorso artistico e umano da sempre prefissato dalle DdM, infarcendo il discorso con chicche e curiosità mai svelate, sia per quanto riguarda la storia del gruppo, sia sulla nascita e la realizzazione del disco stesso. Alla domanda dal pubblico se si dovessero aspettare altri 13 anni per l’uscita di un altro disco Fabiano ha candidamente risposto “no, probabilmente ce ne vogliono di più!”.
23 febbraio 2014, presentazione del CD Suono!     23 febbraio 2014, presentazione del CD Suono!     23 febbraio 2014, presentazione del CD Suono!


12 dicembre 2013: Suono!
Suono!
Dopo 12 anni dal loro album di debutto, le Distillerie di Malto tornano sulla scena discografia con quello che può essere, a tutti gli effetti, chiamato il disco della maturità. Già nel loro esordio, il gruppo aveva mostrato quella notevole forza espressiva che aveva fatto vibrare gli appassionati di Rock Progressive, e gli addetti ai lavori. Il disco, anche se autoprodotto, aveva ottenuto ottime recensioni da varie fanzine e e-zine specializzate, raggiungendo un buon numero di vendite anche oltre gli oceani. L’interesse sul gruppo è arrivato fino a Franz Di Cioccio, che li volle nell’allora sua neonata casa discografica, facendoli suonare prima di un concerto della PFM a Vercelli nel 2003. Dopo questa esperienza le Distillerie di Malto, oggi composto da Marco Angelone chitarra, Fabiano Cudazzo tastiere, Alessio Palizzi batteria, Fabrizio Pellicciaro voce e chitarra, Giuliano Torelli basso, hanno continuato a scrivere musica complessa, difficile, personalissima ma mai sopra le righe, con spunti melodici di tutto rispetto, e, dopo un lunghissimo percorso, hanno realizzato il tanto atteso secondo album: Suono! Il disco, questa volta sotto la notissima etichetta francese Musea Records, non fa altro che centrare pienamente gli obiettivi sempre cercati dalla band: progressive classico senza virtuosismi, essenziale, a tratti veramente nobile. Nelle 8 tracce hanno anche incluso tre brani registrati a suo tempo, in cui suonavano il batterista Maurizio Di Tollo ed il flautista Luca Latini, collegando virtualmente passato e presente.

14 dicembre 2008: le Distillerie compiono 20 anni
Una data di nascita precisa non c’è mai stata. Ricordiamo solo che la band nasce nel 1988, ben 20 anni fa. Se ci ripensiamo, da allora sono cambiate molte, molte cose. Il muro di Berlino era ancora in piedi, De Andrè era vivo e vegeto e il telefonino non ancora prendeva il sopravvento sulle menti degli italiani. Anche le nostre vite personali hanno preso strade che nessuno mai avrebbe potuto prevedere prima. In realtà forse l’unica cosa che abbiamo continuato a fare ininterrottamente, anche se non sempre con la stessa continuità ma di certo con la stessa passione e lo stesso entusiasmo, è proprio suonare con le DdM.
Abbiamo scelto una normale domenica di dicembre, il 14; abbiamo raggranellato certosinamente i numeri di telefono dei vecchi distillatori che si sono succeduti negli anni, degli ospiti avuti nei concerti, dei fan più accaniti, dei mixeristi, dei sostenitori, insomma di tutti quelli che hanno fatto parte della famiglia; abbiamo raccolto tutte le foto scattate in venti anni di musica, tutti i video che sbarbatelli ci immolavano dietro agli strumenti, le recensioni ottenute col Manuale, tutte le mail da ricordare, i poster dei vari concerti e, col lavoro infaticabile delle mogli e quello distruttivo dei figli, abbiamo organizzato, nei locali della cooperativa di Rogatti, una gran festa con porchetta, pizze, torte, vino, spumante e candeline, per celebrare l’incredibile, inconsueto, inverosimile ventesimo compleanno delle Distillerie di Malto!
È stata una serata straordinaria. Abbiamo rivisto molte facce che non rivedevamo più da tempo. Ci siamo divertiti insieme, abbiamo riso, bevuto, mangiato, ricordato… Però non è stata affatto una serata nostalgica, come si sarebbe potuto pronosticare. Al contrario, essendo le Distillerie di Malto ancora attivissime, pur con il loro ritmo e i loro tempi biblici, è stato semplicemente come un’usuale festa di compleanno di un ventenne. Infatti, gli invitati hanno anche avuto l’onore di sentire in anteprima la registrazione originale di “Rovescia l’immaginazione e scopri la realtà” prima del missaggio finale. Questo brano strumentale farà parte di “Suono!" il nuovo lavoro delle DdM che uscirà l’anno prossimo.
Le Distillerie di Malto colgono l’occasione per ringraziare col cuore tutti gli intervenuti e per abbracciare tutti quelli che, in un modo o nell’altro, hanno fatto parte della famiglia, contribuendo a rendere la causa del gruppo una storia più che ventennale. Grazie!
20 anni!

8 febbraio 2007: primo concerto con Alessio
E' stata un'esibizione fugace ma molto importante, quella della partecipazione alle selezioni regionali di Arezzo Wave Love Festival delle DdM. Non solo hanno presentato due brani ancora inediti e prossimi alla registrazione del futuro disco ma, soprattutto, hanno suonato per la prima volta con la formazione attuale (Fabiano, Fabrizio, Marco, Giuliano e Alessio), dimostrando subito un affiatamento che sembra ormai già conclamato.

2006: il flautista stand by
Tra le novità nella formazione, oltre all'arrivo di Alessio, c'è quella della defezione di Luca al flauto. In realtà non c'è stato un vero e proprio addio, ma, data la lontananza fisica dal gruppo e quindi l'impossibilità di dare continuità e spessore al suo apporto, non abbiamo potuto far altro che metterlo in panchina.
Sì, proprio così, adesso Luca è in "stand by", cioè non fa più parte delle Distillerie di Malto ma è un esterno e speriamo che in qualche occasione possa darci ancora un suo prezioso contributo.

2006: il grande Alessio
Le Distilllerie di Malto hanno un nuovo batterista: il grande Alessio Palizzi!
Grande non certo per gli anni che ha (rispetto al resto della band si può dire che è un infante!), ma per com'è, per come suona, per la sua correttezza, per... insomma quando uno è grande è grande e basta!
Con lui adesso il gruppo torna a distillare progressive puro, e ora il prossimo passo è il nuovo CD...

18 agosto 2005: svolta epocale
Maurizio Di Tollo non è più il batterista delle Distillerie di Malto!
La difficile decisione, presa da tutti i componenti, è arrivata dopo la graduale presa di coscienza che quel feeling che ci aveva unito da oltre un decennio era scemato.
Giuliano ha sintetizzato bene: è finito un amore. Niente di più.
Non serve ora aggrapparsi ai ricordi, rivedere tutto quello che abbiamo fatto insieme, sprofondare nella malinconia. In questo momento c'è solo da rimboccarsi le maniche e andare avanti. L'amore per la musica ce lo impone e Maurizio lo sa benissimo.
Avremmo potuto parlarne all'infinito ma forse questa era l'unica cosa da dire.

2005: ...and then they were alone...
Avevamo bisogno di qualcuno che ci producesse, ci aiutasse a continuare e a migliorare, che ci facesse fare il salto di qualità. Eravamo come bimbi che avevano bisogno di denti per mangiare e per crescere. Ad un certo punto ci sembrò che quella spinta, quella forza, quell'entusiasmo l'avessimo trovato. Al bimbo gli era spuntato un dente! Man mano però è cominciato ad incepparsi qualcosa. Il dente ha cominciato a cariarsi. Non sappiamo precisamente il perché, ma quella cosa tanto voluta, quella spinta tanto agognata, si stava trasformando in un vortice che ci risucchiava indietro. Quel dente che doveva aiutare a crescere, ora faceva solo male e impediva al bimbo di mangiare.
Poi, un giorno qualsiasi e senza preavviso, il dente è caduto!
Non sappiamo bene se gioire o rammaricarci, sappiamo solo che le Distillerie di Malto continuano e continueranno a suonare, da soli o con qualsiasi altro, come da sempre hanno fatto.
Il bimbo si è abituato a mangiare senza e non ha più così bisogno di denti, soprattutto se cariati!
p.s.
il lupo ci perdoni il paragone odontoiatrico...

30 gennaio 2004: primo concerto prog interamente DdM!
Le Distillerie di Malto eseguono un concerto completo solo con la propria musica. Negli anni le loro scalette prevedevano sempre delle covers dei grandi gruppi prog ai quali si ispirano. Dopo delle apparizioni ridotte fatte solo con brani originali, hanno così potuto saggiare il gusto del pubblico indirizzandolo, non verso una semplice serata da intrattenimento, ma su una vera e propria proposta musicale. Era uno degli scopi che la band si è sempre prefissata e che continuerà, per quanto possibile, a perseguire. Il 2004 si apre all'insegna di questa novità...

21 settembre 2003: Big Wave Fest
La realizzazione di un sogno! Le Distillerie di Malto aprono il concerto della PFM!. E' successo il 21 settembre 2003 a Vercelli in Piazza Zumaglini. Insieme a Finisterre e StereoKimono (le altre band "curate" da Di Cioccio), partecipano al Big Wave Fest, prima dello spettacolo della più importante prog band italiana di sempre.Distillatori con Franz Di Cioccio
La rassegna organizzata da D&D Comunicazione, incentrata sulla "grande onda della musica d'immaginazione", è stata un'ottima vetrina per la formazione ortonese, che per la prima volta si è esibita davanti ad un pubblico numeroso e oculato come è quello della Premiata Forneria Marconi.
Il gruppo ha proposto i nuovi brani che completano il cd di prossima uscita "Il nuovo manuale dei piccoli discorsi", più Aria e vento, il loro cavallo di battaglia o, come dice Fabrizio, il loro "puledro da combattimento!
Il disco sarà prodotto dall'etichetta di Franz che ha un nuovo nome: "Immaginifica".

15 giugno 2002: l’etichetta!
Finalmente Distillerie di Malto ha un’etichetta discografica! E’ la Fermenti Prog di Franz e Iaia Di Cioccio. Distillatori con Franz Di CioccioNon sembra vero che, dopo anni passati a provare e suonare, completamente allo scuro del mondo, i “distillatori” sono riusciti ad arrivare al più importante personaggio rock italiano degli anni ’70, quello che è riuscito (e riesce!) ad esportare il progressive tricolore nel mondo: Franz Di Cioccio! Proprio lui, il “lupo” abruzzese, ha ascoltato “Il manuale” ed ha scovato una piccola luce da poter far brillare intensamente nell’aria, inserendo la band nella sua neonata etichetta progressive: la Fermeti Prog di Milano.

novembre 2001: Giuliano
Già agli inizi del '93 aveva "distillato" col gruppo, quindi era tutt'altro che sconosciuto agli altri. Da allora si è mosso in direzioni artistiche diverse dalle precedenti, che lo hanno portato a convergere più strettamente verso la strada da sempre percorsa dalle Distillerie. Il primo ascolto del "Manuale" è la chiave di volta dell'attrazione definitiva rivolta alla band.
Si cercava di nuovo un bassista, dopo Salvatore. Piaceva ai distillatori, Fabrizio collaborava con lui in un suo progetto musicale, partecipava spesso alle iniziative extra musicali (cene soprattutto!), amava il progressive, a questo punto è stato facile scegliere: Giuliano Torelli è il bassista ufficiale delle Distillerie di Malto.

ottobre 2001: Salvatore: divorzio consensuale
Salvatore è un ragazzo geniale e pieno di interessi. Per le Distillerie, suonare e condividere esperienze con lui è sempre stato stimolante. Si sapeva, però, che il progressive non era certo un genere musicale propriamente "suo". Forse sia lui sia il resto della band intuivano che prima o poi il momento del distacco sarebbe stato inevitabile. Proprio dopo la registrazione del disco, e con nuove e importanti strade che si cominciavano a delineare per il gruppo, questa differenza di idee, peraltro solo ed esclusivamente musicali, cominciava a diventare più netta e rimarchevole.
Così, ad ottobre, Fabrizio lo chiama a "rapporto" a casa sua. Con poche parole e con qualche sguardo i due si erano già capiti: era arrivato il momento di intraprendere strade diverse. Ovviamente anche lui, ormai, si sentiva stretto in un genere che non amava eccessivamente e desiderava sperimentare idee nuove e più personali. Ma con la chiarezza e la gentilezza che fanno intelligenti le persone, si è comunque proposto di aiutare sempre il gruppo in qualsiasi momento ne avesse bisogno, come tra l'altro aveva sempre fatto.

maggio 2001: prima registrazione in studio
Da diverso tempo si sentiva la necessità di testimoniare, con un’improntaFabrizio concreta, il lavoro originale del gruppo. Ci si pensò seriamente dal ’98. Nel ’99 le speranze si diressero verso la Fabrizio registrazione di un concerto a seguito di un concorso in un live pub. Ma il risultato tradì le aspettative. Neanche la simbologia dell’ultimo anno del millennio riuscì a far decollare il progetto.Fabiano La cosa richiedeva un impegno più serio dell’esplicazione di semplici urgenze. Alla Maurizio fine si puntò al 2001 come un anno dedicato esclusivamente alla registrazione del primo CD. Con l’entusiasmo e la caparbietà che contraddistinguono le Distillerie di Malto, e dopo mesi di prove estenuanti e lunghi summit per il titolo e la copertina, ilMarco 23, 24 e 25 maggio il gruppo, per la prima volta, entra in studio. Il manuale dei piccoli discorsi è il risultato di tutto questo. Il figlio primogenito. Ascoltatelo e fatelo ascoltare. Coglierete i frutti più genuini della loro musica.

16 febbraio 2001: l'avvento di Luca
In dicembre Fabrizio aveva un concorso per cantautori a Sulmona. La band (con Giuliano Torelli al posto di Salvatore) si prestò volentieri nell’accompagnarlo. Il brano che portavano aveva, però, bisogno del flauto traverso. Un amico di Maurizio (Andrea Viola) gli aveva parlato di Luca Latini che lo suonava. Lo fecero venire alle prove e si trovarono subito in sintonia. Il concorso andò bene, anche se Fabrizio non vinse affatto. Il gruppo però aveva sempre anelato ad avere un flautista in formazione. La presenza di uno strumento alternativo al rock tradizionale, di certo, apre notevolmente gli orizzonti musicali. Del resto, le più grandi band progressive ne avevano fatto tesoro (Jethro Tull e Gentle Giant su tutti), fino a diventare una delle prerogative del genere. Nel caso delle DdM la cosa era così chiara che, addirittura, grossa parte del materiale originale era già stato pensato anche per il flauto traverso. Vista la squisitezza di Luca e il suo entusiasmo nel volerci provare, non ci misero molto a coinvolgerlo. Il 16 febbraio 2001 all’Andriano Pub di Atessa (CH), ci fu il primo concerto con la formazione a sei, che è responsabile anche della prima registrazione in studio.

30 ottobre 1998: prima esecuzione live di “Supper’s ready”
“Supper’s ready” dei Genesis, la più bella e completa opera progressiva di sempre, era da molto tempo un pallino del gruppo. Già con Andrea alla batteria tentarono di interpretarla, con l’aiuto di altri musicisti di Ortona (Ezio Moretti alla chitarra, Gianluca Ciampichetti alle tastiere e Sergio Civitarese al basso). Ma, per un modo o per l’altro, non riuscirono mai a concluderla e, quindi, a suonarla dal vivo. Il pezzo dura oltre 23 minuti e, con l’orchestrazione presente nell’originale, sembrava impossibile da riprodurre da soli. Invece nel 1998, la formazione ideale (Fabrizio, Fabiano, Marco, Maurizio e Salvatore), riuscì a farcela proponendola dal vivo proprio al Pop Off il 30 ottobre. La sensazione fu grandissima. Nei concerti seguenti, solo una volta il pezzo, è uscito dalla scaletta. Il piacere di risuonarlo rimane sempre immenso.

20 dicembre 1996: primo concerto spalla
Il Parto delle Nuvole Pesanti, ormai conosciuti a livello nazionale, arrivava ad Ortona. Uno dei loro manager, Massimo Cacciacarne, è proprio primo concerto "spalla" di Ortona ed è un ottimo amico di Marco. Subito gli fu chiesto di poter suonare aprendo il loro concerto. Così si fece. Suonarono per quasi un’ora all’Odeon prima del Parto. Fu un’ottima esperienza. Ottennero forti gratificazioni anche dai componenti del gruppo.

14 dicembre 1995: primo concerto con Maurizio
Mauizio Di Tollo, già da qualche tempo, premeva Fabrizio, suo amico di lunga data (all’età di 10 e 12 anni avevano formato un gruppo dal nome UFO), per suonare con le Distillerie, sapendo dei problemi che Andrea creava. Fabrizio era stimolatissimo dall’idea. Il resto venne da sé... Per certi versi, la dipartita di Andrea aveva dato aria nuova alla band. Maurizio primo concerto con Maurizio era stato sempre un batterista ammirato da tutti e, fatto più importante, amava alla follia il rock progressive. Era proprio lui il batterista che cercavano. La stagione dei concerti nei locali finalmente arrivò. Il mitico Pop Off di Capagatti li accolse senza tentennamenti. Salvatore, che lì aveva già suonato con i Sine Nomine fece conoscere i gestori Silvio ed Enzo agli altri. Il 14 dicembre 1995 si giocò il primo atto. Fu il primo concerto di una lunga serie.

30 dicembre 1994: ultimo concerto di Andrea
Già da qualche tempo, si erano creati alcuni attriti tra Andrea e il resto della band. Lui sembrava interessato a sperimentare molto più il suo strumento per sé che non per il suono d’insieme del gruppo. Forse si era solamente stancato di suonare il progressive. Le quadrimestrali assenze di Salvatore rallentavano la marcia. Il 1994 fu un anno dedicato, soprattutto, a migliorare i brani già fatti e ad inserire nuove cover, alla ultimo concerto con Andrea ricerca del numero massimo possibile di locali dove esibirsi. Così, il 30 dicembre, fecero un concerto prova alla cooperativa, con Sergio al basso, in vista della stagione concertistica a venire, piena di speranze e di nuovi propositi. Ma le speranze, almeno per allora, furono tradite. In una delle prove in cui Andrea non venne (ne furono diverse), il resto della band pensò bene di chiamare Maurizio Di Tollo a suonare sulla sua batteria. Andrea arrivò più tardi e, dopo un incontro-scontro con gli altri, uscì definitivamente dal gruppo.

7 gennaio 1994: primo concerto con Salvatore
Salvatore Marchesani era un amico di Andrea, suonava il basso con i Sine Nomine. Fabrizio gli chiese di venire a provare. Lui, un po’ sorpreso, venne subito e si trovò presto a suo agio nel gruppo. Il primo bassista, Fabrizio Mazzonetto, conosceva a L’Aquila un locale, il Petra, cheprimo concerto con Salvatore desiderava ascoltare le Distillerie. Ne parlò con Marco e, il 7 gennaio 1994, organizzarono una serata con i Lavori in Corso, altri amici di Mazzonetto, che facevano da spalla. Il locale era strapieno. Suonarono straordinariamente. Salvatore è rimasto con la band per più di sette anni, dando sempre il suo apporto, anche svolgendo un lavoro (era imbarcato) per nulla compatibile con le necessità e i tempi che la musica si prende. Infatti, quando lui non c'era i Nostri dovevano “affittare” per brevi periodi o Sergio Civitarese (grande uomo di musica) oppure lo stesso Giuliano Torelli al basso, in vista di qualche serata che si proponeva loro, sempre pronti, però, a riaccoglerlo tra le proprie fila.

maggio 1993: vittoria del concorso “Musica dalle scuole”
Altro avvenimento importante, altro cambio di bassista. Giuliano preferì dedicarsi esclusivamente al suo gruppo. Si provava nel garage di casa di Fabrizio. Decisero di aggregare Valerio Petrosemolo, un bassista storico di Ortona, già Cogefin e Cart Road. L’avventura con lui fu divertentissima ma breve. Delle incomprensioni con il resto del gruppo gli fecero decidere di andarsene. Ebbero, però, Vittoria ?!! - Concorso Musica dalle Scuole il tempo di suonare a Francavilla, in un'importante manifestazione di beneficienza e, soprattutto, di vincere il premio “Musica dalle scuole” organizzato dai centri InformaGiovani di Ortona e Perugia. I brani che portarono in concorso furono: “Thick as a brick” (i primi dieci minuti), “Hoedown”, con Fabrizio al basso e “The mirror”, un loro pezzo storico. P.S.: il presentatore di quella manifestazione era Maurizio Di Tollo.

20 febbraio 1993: primo concerto in un pub
Gianluca Di Renzo chiuse la collaborazione attiva con i “distillatori”, e tornò alle sue variegate esperienze musicali. I quattro trovarono in Giuliano Torelli un ottimo elemento per proseguire con convinzione la loro strada. Giuliano era il bassista di un altro gruppo rock ortonese: gli Smelling Brains. Avevano in programma un concerto in uno dei pochissimi locali della città dove si poteva suonare: l’Underground. Avrebbero dovuto, però, dividere lo spettacolo con almeno un altro gruppo, per rendere più piena la serata. Scelsero così di chiamare le Distillerie di Malto. Era un’ottima occasione: finalmente si suonava in un locale. La gente che entra in un live-pub viene soprattutto per sentire la musica. Questo li stimolava. Fabrizio si presentò con la faccia dipinta metà nera e metà bianca. Suonarono con grinta. Peraltro eseguirono per la prima ed unica volta un loro brano originale ("Il lamento dell’omertà"), che, apparentemente senza spiegazione, non rimisero mai più in repertorio.

24 aprile 1992: primo concerto interamente progressive
Cesare se ne andò, ritornando al suo strumento originale. Dopo vari cambiamenti di sale per fare le prove, si stabilirono nel locale dell’AVIS di Ortona. Lo dividevano con un altro gruppo rock: i Nowayout (Maurizio Di Tollo suonava con loro). Qui vennero alla luce “Allegro con brio” e “Phoebus”. Anche le cover diventavano sempre più numerose. Venivano all'AVIS da un piccolo tour estivo nelle piazze e nelle strade di Ortona, doveal Teatro Odeon avevano suonato diverse cose (tra le altre “No woman no cry” e “While my guitar gently wheeps”) insieme alla roba progressiva. Finalmente, in una serata in beneficienza organizzata dall’associazione “Amici per la vita”, ebbero la possibilità di fare un concerto più “consistente”. Il 24 aprile suonarono, proprio dividendosi la scena con i Nowayout, al Teatro Odeon di Ortona. Il loro chitarrista (Gianluca Di Renzo) suonò il basso. La sala era colma. Non ci fu traccia di un brano non progressivo. Genesis, Yes e pezzi propri. Da allora è sempre così.

5 maggio 1991: prima esecuzione in pubblico di un pezzo progressive
Il primo concerto in beneficienza di una lunga serie, coincise con la prima esecuzione in pubblico di un pezzo di rock progressive. Per stare più vicini ad Ortona, avevano cambiato il posto per provare: la casa in campagna di Andrea (C.da Gagliarda). primo pezzo Prog Fabrizio era stato abbagliato, ormai da un anno dal progressive. Aveva sempre tentato di inculcare negli altri lo spirito e la grandezza di questo genere. Gli sembrò incredibile quando il resto del gruppo manifestò la voglia di rifare quei pezzi dal vivo. Ci provarono e il piacere cheprimo pezzo Prog sentirono fu immenso. Le Distillerie di Malto erano entrati irrevocabilmente e irrimediabilmente nello straordinario mondo del rock progressive. Nella serata del 5 maggio, davanti a seicento persone, dopo aver proposto “Comfortably numb” dei Pink Floyd (che vide anche Fabrizio Mazzonetto come ospite), suonarono “Watcher of the skies” dei Genesis. Fu strabiliante. Quella sensazione provata allora, vive e vivrà sempre dentro l’anima più vera del gruppo.

marzo 1991: primo concerto in teatro
primo concerto in teatroIn occasione del carnevale del '91, dei ragazzi organizzarono un concerto al Teatro Dino Zambra di Ortona. Le Distillerie di Malto furono chiamate come gruppo principale. Intanto avevano cominciato ad inserire nel repertorio varie cover dei gruppi che amavano di più (Pink Floyd su tutti ma anche Who, inoltre Fabrizio e Marco proponevano la versione live di "Confessioni di un malandrino" di Branduardi). Fabrizio Mazzonetto    se ne era andato a vivere a L'Aquila. Riciclarono come bassista un giovane chitarrista ortonese: Cesare Paolini. Il pezzo più apprezzato fu "Shine on you crazy diamond" che vedeva, inoltre Daniele Mazzoccone al sax come ospite. Fu il primo concerto in teatro. Prima grande sensazione.

13 gennaio 1990: primo concorso
Altra via per esprimersi: il fatidico, solito, forse squallido concorso. A Balsorano, in provincia di L’Aquila, se ne organizzava uno: il concorso “Vinci Sanremo” 1990. La storia fu tutta una serie di strani avvenimenti. Portarono gli strumenti, convinti di suonare dal vivo. Non era così, ognuno portava una base per cantarci su (alcuni facevano proprio finta di tutto). Loro non ce l’avevano, ma gli fu permesso di provare due minuti, dopo aver montato, con diverse difficoltà, gli strumenti. Avevano detto loro che forse c’era comunque uno spiraglio per partecipare. Poi si seppe che la durata massima di un brano, per partecipare, era di 4 minuti. Loro avevano preparato “Seven flies in my eyes” che ne durava 12! Non era il caso di continuare. E pensare che Fabiano era impegnato nel servizio militare (Marina), e per essere presente aveva fatto i salti mortali. Con non poca difficoltà convinsero gli organizzatori a ridare loro i soldi dell'iscrizione (L. 100.000), e se ne tornarono a casa. Questo fu il primo concorso delle Distillerie di Malto

dicembre 1989: primo compenso (una birra a testa)
Si cominciava a cercare più spazio, e magari qualche locale che li potesse contattare per un concerto (da sempre il loro sogno). Anche una festa di compleanno poteva andare bene. Risposero di sì quindi all’invito di una ragazza che festeggiava gli anni nella pizzeria del padre. Tra i vari pezzi, proposero anche una versione strampalata di “Tanti auguri a te”. Tutto andò per il meglio. Ricevettero una 0,4 bionda a testa. Fu il primo compenso che la band ottenne.

1989: l’arrivo di Marco
I mesi passavano e i Nostri continuavano a migliorare i pezzi già scritti (si ricordano “Some more beer”, “Free guitars”, “Starlight”) ed ad aggiungerci altri magari cantati (“Seven flies in my eyes”). Fabrizio era l’unico che aveva la faccia di mettersi davanti al microfono e lo fece. Ma sorgeva ora un altro problema: c’era la necessità di trovare un altro chitarrista,Fabrizio Mazzonetto possibilmente meno acustico, che lo aiutasse nei momenti di canto e che sapesse svisare sui brani, più un dovuto bassista. La scelta si diresse verso Marco Angelone (Fabrizio lo aveva conosciuto nei campi di calcetto dei salesiani) che, dopo altre due serate alla cooperativa (che, peraltro era diventata la sede di prove), propose come bassista un suo amico stretto: Fabrizio Mazzonetto. La formazione era completa, l’avventura si faceva seria.

inizio 1989: il nome
Tra prove e varie “passate” per il corso, la ricerca di un nome adatto allo stile musicale e allo spirito “out” del gruppo si faceva sempre più impellente. Le scelte di Fabrizio erano troppo universali, quelle di Andrea troppo strampalate. Fabiano era pazzo. Infatti, proprio lui, in una passeggiata per il corso si rivolge verso Fabrizio e dice: “Distillerie di Malto”. Bello, strano, diverso, geniale, adatto. “Direi proprio di sì” risponde Fabrizio.

fine 1988: primo concerto
Cominciava a sorgere la necessità di esibirsi. L’occasione fu una delle tante feste che alla cooperativa dell’uva di Rogatti (una frazione di Ortona), della quale il padre di Fabrizio era socio, si organizzavano. Si misero d’accordo con gli organizzatori e la cosa fu possibile. Il repertorio era, a differenza di tutte le altre band di allora e forse di sempre, esclusivamente scritto da loro e solo strumentale (Fabrizio non si cimentava ancora alla voce). Evidentemente, tutto molto arduo da ascoltare. Ma a loro non importava, la festa si fece e riuscì benissimo. C’è da notare, che allora non avevano ancora ideato un proprio nome, in ogni modo, era la fine del 1988 e questo è stato il primo concerto delle Distillerie di Malto.

giugno 1988: prima prova
Bisognava trovare un posto adatto per provare. In casa della nonna di sala pove a Vallevò Andrea, a Vallevò, c’era una stanza al secondo piano che già aveva ospitato, in passato, le band di altri due nipoti (i fratelli Veri). Il passo fu breve. I tre portarono lì gli strumenti e iniziarono a suonare insieme. Era il 1988 ed era la prima prova ufficiale del gruppo.

1988: primordi
Un ragazzo di Ortona, Massimo Bruni, stanco di eccellere nei campi di calcio e calcetto della città, voleva cimentarsi in quello della musica. Iniziò a chiamare a rapporto alcuni amici che sapeva si cimentavano nei vari strumenti (lui era il cantante). Un altro amico aveva un posto disponibile per provare. Tutto bene. C’era solo qualcosa che non andava: innanzi tutto il posto non era così accogliente, dato che era il magazzino dell’impresa del padre dell’amico. Niente di male ancora, ma l’occupazione del padre era un’impresa di pompe funebri. Erano costretti a provare tra varie bare e crocifissi, intenti soprattutto a non calpestare qualche lapide! Poi, fatto più importante, la musica che aveva intenzione di fare non stimolava affatto gli altri (Umberto Tozzi, Toto Cutugno e così via). Così il progetto sfumò. La cosa più importante è che i musicisti che chiamò, e che solo allora si conobbero, furono: Andrea Veri alla batteria, Fabiano Cudazzo alle tastiere e Fabrizio Pellicciaro alla chitarra. Il feeling tra loro si creò immediatamente. Cominciarono a far progetti per suonare insieme quella musica “diversa” che volevano. Era il 1988, cominciava l’avventura.